spielberg jaws Cropped

Lo Squalo di Steven Spielberg compie 49 anni!

Lo Squalo di Steven Spielberg, 49 anni fa, faceva il suo esordio nella sale cinematografiche americane.

In pochissimo tempo ha conquistato il box office e, quasi 50 anni dopo, continua a farci impazzire.

Sono iconiche le scene cariche di tensione che lo hanno reso uno dei thriller più iconici della storia del cinema.

Storia di un capolavoro:

Eppure mettere in piedi questo capolavoro non è stato affatto semplice, tra robot non funzionanti, ritardi e litigi, Spielberg ha, non solo fatto una enorme fatica, ma ha anche scommesso con se stesso e per la sua carriera futura.

La colonna sonora di John Williams fa, ancora, oggi, una grande differenza nelle percezione delle scene.

Alzi la mano chi non ha canticchiato la famosa canzoncina dello squalo mentre giocava al mare o mentre percepiva una scherzosa sensazione di pericolo.

Lo abbiamo fatto tutti e ne andiamo anche fieri, perché Lo Squalo è il cult della generazione che va dalla metà degli anni 70 fino a quella nata a metà degli anni 90.

Alcune curiosità:

Non servono molte presentazioni per questo film, ma (forse) ci sono ancora delle curiosità che non sapete su questo capolavoro e noi, in attesa dell’ennesima programmazione estiva, ve le andiamo a raccontare.

Il film esce nel 1975 ed i problemi di gestione che presenta fin da subito, sono enormi.

Alcune problematiche vengono risolte con creatività, altre invece si rivelano un incubo, ma poco importa: tutta quella fatica ha portato alla vittoria di ben 3 oscar.

Opera letteraria:

Sebbene noi conosciamo Lo Squalo come una pellicola, in realtà essa è tratta da un libro di Peter Benchley e diventò un cult cinematografico per questioni assolutamente fortuite.

Lo scrittore vendette i diritti del libro per la bellezza di 175mila dollari, che negli anni 70, erano veramente molti soldi e volle da Spielberg solo una cosa: che rimanesse fedele al libro.

Quando un bel giorno però, Benchley decise di presentarsi sul set, notò delle differenze a suo dire, incolmabili tra libro e adattamento cinematografico.

Per tutta risposta, venne gentilmente accompagnato all’uscita.

Nb: nonostante le problematiche esposte, Benchley ottenne addirittura un piccolo cameo nel film, quello di reporter sulla spiaggia.

Spielberg chi?

Anche se oggi sembra impossibile immaginare questo capolavoro con atri registi al timone, c’era un periodo, che è proprio quello prima del 1975, in cui Steven Spielberg non era affatto famoso…anzi, e lo Squalo sarebbe stato poi il suo primo vero trampolino di lancio.

Quello che gli aprì le porte di Holliwood, e infatti 3 anni dopo uscì nelle sale Incontri ravvicinati del terzo tipo e nel 1981 I predatori dell’arca perduta, che non dobbiamo di certo presentare.

I protagonisti:

Per il ruolo di Martin Brody venne scelto l’attore, indimenticabile in questa parte, Roy Scheider.

Spielberg si interessò al progetto dopo averlo sentito parlare ad una festa.

Tuttavia, il regista inizialmente non voleva che l’attore interpretasse il ruolo di Brody, temendo che avrebbe portato sullo schermo un personaggio simile a quello interpretato in “Il braccio violento della legge”.

Invece Scheider riuscì a creare qualcosa di nuovo e ancora oggi lo sceriffo Brody è considerato uno dei migliori personaggi della sua carriera.

L’odio tra Hooper e Quint:

Avete presente la tensione palese tra i due personaggi del film?

Non era una tensione solo cinematografica, ma reale e dovuta al fatto che i due attori Robert Shaw e Richard Dreyfuss, pare non si sopportassero minimamente. Si narra che ogni occasione di confronto sul set, diventava per loro una vera e propria lite, spesso anche furibonda.

Tuttavia, in un’intervista riportata dal Daily Chronicle, Richard Dreyfuss ha affermato che tra loro non ci fu mai una vera antipatia e che non aveva idea di dove fosse iniziata la saga di questo racconto.

Bruce, il grande squalo bianco:

Lo squalo di Steven Spielberg aveva anche un nome tutto suo: Bruce! come l’avvocato dell’epoca del regista.

Spielberg chiamò ufficialmente i 3 squali meccanici “Bruce”, in onore del suo avvocato, ma durante la lavorazione del film il regista lo chiamò affettuosamente “Big White Bastard”.

Poi si sedette e raccontò a tutti dei guai che l’avvocato gli aveva causato.

La troupe, invece, per tutti i problemi tecnici a cui abbiamo accennato, rinominò lo squalo passando da da Jaws (fauci) a Flaws (difetti). Divertente vero?

Problemi tecnici:

Nel film sono stati utilizzati tre squali meccanici, ma si sono rivelati tutti malfunzionanti, rendendo il processo di ripresa più complicato del previsto.

Solo uno squalo è rimasto intatto al termine delle riprese.

I continui malfunzionamenti dello squalo meccanico ritardarono di mesi le riprese, aumentarono il budget e misero a repentaglio la realizzazione del film.

Il giorno del test, uno degli squali affondò in mare a causa della corrosione del tubo causata dall’acqua salata.

Non potendo più contare sugli squali meccanici, la troupe dovette usare alcune strategie per le riprese.

Un esempio è l’uso dei secchi, che quando riemergevano dall’acqua indicavano che uno squalo si stava avvicinando.

I numerosi premi:

Lo Squalo di Steven Spielberg ha ricevuto recensioni entusiastiche dalla critica e dal pubblico al momento della sua uscita.

È stato anche nominato per numerosi premi molto importanti, vincendo per il miglior montaggio, il miglior suono e, ovviamente, la migliore colonna sonora.
“Lo Squalo” ha ottenuto risultati al botteghino strepitosi.

Secondo i dati riportati da Coming Soon, il film ha incassato 470 milioni di dollari a livello mondiale durante la sua corsa nelle sale.

In Italia divenne il film di maggior incasso della stagione cinematografica 1975/1976, inoltre, “Lo squalo” è storicamente considerato il padre del “blockbuster estivo”.

Un successo mondiale, di cui attendiamo la ri-messa in onda in questa estate del 2024, a 49 anni di distanza dall’uscita nelle sale americane.

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Tamara Mancini
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Ciao sono Tamara e scrivo da quando ho memoria. Questo grazie ad una maestra che fin da subito ha capito quale fosse il mio talento più profondo. Da grande, mi sono laureata in Lettere e da 10 anni sono una Copywriter Freelance che ha fatto della scrittura il suo lavoro.

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