
25 Set 2025 5 film da vedere con Marcello Mastroianni
Marcello Mastroianni è stato uno degli attori più importanti del cinema italiano e internazionale. Elegante, fascinoso e di grande garbo, l’attore originario di Fontana Liri riuscì a interpretare e portare in auge il grande cinema dell’amico Federico Fellini. Una lunga carriera, da film drammatici alla commedia italiana, Marcello Mastroianni ha dimostrato la capacità di interpretare qualunque personaggio, pur rimanendo sempre se stesso. Ecco quindi 5 film da vedere con Marcello Mastroianni, uno degli attori italiani più amati della Storia del Cinema.

Le notti bianche (1957) di Luchino Visconti
Tratto dal romanzo di Dostoevskij e diretto da Luchino Visconti, Le notti bianche racconta la storia di Mario, un sognatore solitario che vive la sua vita nell’illusione e nella fantasia. Durante quattro notti bianche a San Pietroburgo, incontra Natalia, una giovane donna che cerca disperatamente amore e protezione. Tra incontri casuali e confidenze intime, si sviluppa un legame delicato e poetico che illumina la solitudine dei protagonisti. Mastroianni dona al suo personaggio un’eleganza sospesa tra sogno e realtà, rendendo palpabili le emozioni più intime e fragili. Il film è un capolavoro di romanticismo malinconico, e Mastroianni, con la sua interpretazione intensa e controllata, cattura l’essenza del desiderio, della speranza e della perdita.

La dolce vita (1960) di Federico Fellini
Diretto da Federico Fellini, La Dolce Vita è un affresco della Roma degli anni ’60, tra feste mondane, gossip, scoop e ricerca di felicità. Marcello Mastroianni interpreta Marcello Rubini, un giornalista di cronaca rosa che si muove tra la vita aristocratica e quella bohémien della capitale italiana. Attraverso Marcello, il film esplora la vacuità della società, la solitudine e l’inquietudine dell’uomo post-moderno italiano. Le feste e gli champagne versati velano uno sconforto e una malinconia che porteranno i personaggi a riflettere sul senso della vita e sul vuoto esistenziale nascosto dietro quello che si fa chiamare la dolce vita.

Divorzio all’italiana (1961) di Pietro Germi
Commedia nera premio Oscar diretta da Pietro Germi, vede il barone Ferdinando Cefalù, un uomo aristocratico e cinico che desidera sposare la giovane e bella cugina. Per farlo, deve liberarsi della moglie, e la sua soluzione è tanto brillante quanto moralmente discutibile. Il film è una satira della società italiana dell’epoca sulle regole rigide sul matrimonio e il divorzio. Il Ferdinando di Mastroianni è l’incarnazione del siciliano ante litteram: irresistibile, dal look ai gesti, nonostante la sua natura egoista e manipolatrice: un personaggio così figlio del suo tempo, che riesce a divertire ma a spaventare fino alla fine. Un finale, poi, entrato nella storia del cinema.

8½ (1963) di Federico Fellini
Marcello Mastroianni: 5 film da vedere
8½, il più grande capolavoro di Federico Fellini esplora la crisi creativa del regista Guido Anselmi. Guido si trova paralizzato nella sua carriera e nella vita personale: il film parla dei suoi sogni, delle sue fantasie e di come ciò viene mescolata alla sua quotidianità. Un tripudio di sequenze surreali e simboliche, qui Federico Fellini indaga le sue paure e mette in mostra le sue insicurezze da regista. Guido Anselmi, l’alter ego di Fellini interpretato da Mastroianni, è un personaggio fragile, confuso e allo stesso tempo folle.

Una giornata particolare (1977) di Ettore Scola
Diretto da Ettore Scola, Una giornata particolare racconta una giornata nella vita di due persone sole e marginalizzate nella Roma fascista del 1938. Antonietta (Sophia Loren), una casalinga repressa e opprimente nella sua routine familiare, incontra Gabriele, un uomo che prova dei sentimenti contrari al regime. Trascorrono insieme la giornata della parata fascista, in un appartamento in cui condividono la vicinanza della loro situazione di estranei a una dittatura che non lascia spazio alle loro vite di essere vissute come tali. Le prove recitative di Marcello Mastroianni e Sophia Loren sono le migliori della loro carriera, all’apice del racconto sociale italiano e nel segno della resistenza contro l’oppressione di un nemico, ancora oggi, non completamente sconfitto.
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