Berlinale 2025 programma

Berlinale 2025: il programma della 75a edizione del Festival del Cinema di Berlino

Ad essere stato reso noto è il programma della 75a edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, con l’edizione Berlinale 2025 che si terrà dal prossimo 13 al 23 febbraio. Molti i titoli largamente attesi presenti in Concorso, come il nuovo film di Richard Linklater Blue Moon (biopic sul cantautore Lorenz Hart, con Ethan Hawke, Margaret Qualley e Andrew Scott nel cast) o quello del regista sudcoreano Hong Sang-soo, vincitore nel 2021 proprio dell’Orso d’Argento per la miglior sceneggiatura.

Non passano sicuramente inosservati anche i titoli presenti nella sezione Berlinale Special. Tra questi ci sono infatti il film di James Mangold A Complete Unknown di prossima uscita anche in Italia, e soprattutto Mickey 17 del regista premio Oscar Bong Joon-Ho con Robert Pattinson. Nella scorsa edizione della Berlinale, ad aggiudicarsi l’Orso d’Oro fu Dahomey di Mati Diop, mentre Yeohaengjaui pilyo di Hong Sang-soo ottenne quello d’Argento, gran premio della giuria.

Avvicinandosi all’ottica premi Oscar, inoltre, Sebastian Stan ricevette l’Orso d’argento per la miglior interpretazione da protagonista per la sua prova in A Different Man, arrivando ad aggiudicarsi anche il Golden Globe. Ecco di seguito il programma della 75a edizione del Berlinale 2025.

La 75a edizione del Festival del Cinema di Berlino

CONCORSO

Ari, di Léonor Serraille (Francia/Belgio)

Blue Moon, di Richard Linklater (USA / Irlanda)

La cache (The Safe House), di Lionel Baier (Svizzera / Lussemburgo / Francia)

Sogni, di Michel Franco (Messico)

Drømmer (Dreams (Sex Love)), di Dag Johan Haugerud (Norvegia)

Geu jayeoni nege mworago hani (Cosa ti dice la natura?), di Hong Sangsoo (Corea del Sud)

Hot Milk, di Rebecca Lenkiewicz (Regno Unito)

Se avessi le gambe ti darei un calcio, di Mary Bronstein (USA)

Kontinental ’25, di Radu Jude (Romania)

El mensaje (Il messaggio), di Iván Fund (Argentina / Spagna)

Mother’s Baby, di Johanna Moder (Austria / Svizzera / Germania)

O último azul (Il Sentiero Azzurro), di Gabriel Mascaro (Brasile/Messico/Cile/Paesi Bassi)

Reflet dans un diamant mort (Riflessione in un diamante morto), di Hélène Cattet e Bruno Forzani (Belgio / Lussemburgo / Italia / Francia)

Sheng xi zhi di (Vivere la terra), di Huo Meng (Repubblica Popolare Cinese)

Strichka chasu (Timestamp), di Kateryna Gornostai (Ucraina/Lussemburgo/Paesi Bassi/Francia)

La Tour de Glace (La torre di ghiaccio), di Lucile Hadžihalilović (Francia / Germania)

Was Marielle weiß (Quello che Marielle sa), di Frédéric Hambalek (Germania)

Xiang fei de nv hai (Girls on Wire), di Vivian Qu (Repubblica Popolare Cinese)

Yunan, di Ameer Fakher Eldin (Germania/Canada/Italia/Palestina/Qatar/Giordania/Arabia Saudita)

BERLINALE SPECIAL

Dopo questa morte, di Lucio Castro (USA)

A Complete Unknown (Like A Complete Unknown), di James Mangold (USA)

Heldin (Late Shift), di Petra Volpe (Svizzera / Germania)

Isole, di Jan-Ole Gerster (Germania)

Köln 75, di Ido Fluk (Germania / Polonia / Belgio)

Das Licht (La luce), di Tom Tykwer (Germania)

Lurker, di Alex Russell (USA / Italia)

Mickey 17, di Bong Joon Ho (USA / Corea del Sud / Regno Unito)

La cosa con le piume, di Dylan Southern (UK)

Visioni ancestrali del futuro, di Lemohang Jeremiah Mosese (Francia / Lesotho / Germania / Arabia Saudita)

Das Deutsche Volk, di Marcin Wierzchowski (Germania)

Honey Bunch, di Madeleine Sims-Fewer, Dusty Mancinelli (Canada)

Je n’avais que le néant – “Shoah” par Claude Lanzmann (Tutto quello che avevo era il nulla), di Guillaume Ribot (France)

Nessun livello. Così selvaggio. (No Beast. So Fierce.), di Burhan Qurbani (Germania/Polonia/Francia)

Leibniz – Chronik eines verschollenen Bildes (Leibniz – Cronaca di un dipinto perduto), di Edgar Reitz, Anatol Schuster (Germania)

A melhor mãe do mundo (La migliore madre del mondo | Die beste Mutter der Welt), di Anna Muylaert (Brasile/Argentina)

Michtav Le’David (Una lettera a David), di Tom Shoval (Israele / USA)

I miei amici indesiderati: Parte I – Ultimo volo a Mosca, di Julia Loktev (USA)

Pa-gwa (La vecchia con il coltello), di Min Kyu-dong (Corea del Sud)

Shoah, di Claude Lanzmann (Francia)

Friendship’s Death, di Peter Wollen (UK)

BERLINALE PERSPECTIVES

Al Mosta’mera (The Settlement), di Mohamed Rashad (Egitto / Francia / Germania / Arabia Saudita / Qatar)

Baksho Bondi (Shadowbox), di Tanushree Das, Saumyananda Sahi (India / Francia / Stati Uniti / Spagna)

BLKNWS: Termini e condizioni, di Kahlil Joseph (USA)

Come la notte (Where the Night Stands Still), di Liryc Dela Cruz (Italia / Filippine)

El Diablo Fuma (y guarda las cabezas de los cerillos quemados en la misma caja) (Il diavolo fuma (e salva i fiammiferi bruciati nella stessa scatola)), di Ernesto Martinez Bucio (Mexico)

Duas Vezes João Liberada (Two Times João Liberada), di Paula Tomás Marques (Portugal)

Hé mán (Anguilla), di Chu Chun-Teng (Taiwan)

Come essere normali e le stranezze dell’altro mondo, di Florian Pochlatko (Austria)

Kaj ti je deklica (Little Trouble Girls), di Urška Djukić (Slovenia / Italia / Croazia / Serbia)

Mad Bills to Pay (o Destiny, dile que no soy malo), di Joel Alfonso Vargas (USA)

Minden Rendben (Growing Down), di Bálint Dániel Sós (Ungheria)

Mit der Faust in die Welt schlagen (Un pugno al mondo), di Constanze Klaue (Germania)

On vous croit (Noi ti crediamo), di Arnaud Dufeys, Charlotte Devillers (Belgio)

Le rendez-vous de l’été (Quell’estate a Parigi), di Valentine Cadic (France)

Concorso festival Berlinale 2025
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Vittorio Pigini
v.pigini3@studenti.unimc.it

Laureato in Giurisprudenza, diplomato in Amministrazione Finanza e Marketing, ma decisamente un Hobbit mancato. Orgogliosamente nerd e da sempre appassionato al mondo cinematografico, con il catartico piacere per la scrittura. Studioso della Settima Arte da autodidatta, con dedizione e soprattutto passione che mi hanno portato a scrivere di cinema e ad avvicinarmi alla regia.