
08 Dic 2025 Adrien Brody: in pausa dopo il secondo Oscar
Dopo aver conquistato la sua seconda statuetta come Miglior Attore Protagonista per la straordinaria interpretazione in The Brutalist di Brady Corbet, Adrien Brody ha sorpreso Hollywood con una scelta inaspettata: l’attore ha deciso di fermarsi.
La performance che gli è valsa il secondo Oscar interpretando l’architetto László Tóth nell’ambizioso film di oltre tre ore è stata definita eccezionale dalla critica. Eppure, mentre l’industria cinematografica si aspettava di vederlo protagonista di numerosi progetti, ha rifiutato ogni proposta. Ecco cosa sappiamo.

Dopo The Brutalist: Adrien Brody in pausa dalle scene
In una recente intervista, l’attore ha spiegato le ragioni di questa pausa:
“Non ho più girato un film dopo The Brutalist. Non perché non abbia avuto opportunità interessanti, ma perché non mi sembrava il momento giusto. Amo lavorare e collaborare con le persone, mi piace immergermi completamente nei progetti. Questo livello di dedizione mi dà il massimo.”
La realizzazione di The Brutalist ha richiesto anni di impegno, una trasformazione sia fisica che emotiva. Il processo creativo è stato così intenso da lasciare Brody con una sensazione di vuoto creativo, come riferito da fonti vicine all’attore.
Questa decisione appare ancora più significativa se si considera la carriera di Brody. Dopo il primo Oscar vinto nel 2003 per Il Pianista – quando divenne il più giovane vincitore di sempre in quella categoria – la sua carriera attraversò un periodo difficile, caratterizzato da scelte non sempre all’altezza del suo talento.
Quanto durerà questa pausa? Nel cinema non mancano esempi di grandi attori che si sono ritirati temporaneamente per poi tornare con ruoli ancora più memorabili. Alcuni ipotizzerebbero che Brody possa seguire il modello di Daniel Day-Lewis: apparizioni rare ma selezionate, come l’ultimo Anemone (2025), diretto dal figlio Ronan Day-Lewis.
C’è anche chi pensa che questo allontanamento dalla recitazione possa aprire la strada a nuove sfide dietro la macchina da presa, magari come regista o produttore, ambiti verso cui ha sempre mostrato interesse.



