
01 Apr 2026 L’ultima missione: Project Hail Mary: la recensione del film con Ryan Gosling
Lo scorso 19 Marzo è uscito nelle sale di tutt’Italia L’ultima missione: Project Hail Mary, il nuovo film dei registi premi Oscar Phil Lord e Christopher Miller con protagonista Ryan Gosling. Di seguito la recensione del film.
L’ultima missione: Project Hail Mary: la trama del film
Adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 2021 scritto da Andy Weir, L’ultima missione: Project Hail Mary è la storia di Ryland Grace (Ryan Gosling) insegnante di scienze delle scuole medie, nonché ex biologo molecolare, che viene arruolato dal governo per partecipare al progetto Hail Mary con lo scopo di salvare il Sole da una strana sostanza che sembra stia divorando la stella. Durante la missione Grace stringerà un rapporto d’amicizia con una creatura aliena fatta di pietra, che ribattezzerà affettuosamente Rocky, creando così una strana coalizione con l’obiettivo di salvare il sistema solare dall’estinzione.
L’ultima missione: Project Hail Mary: la recensione del film
Phil Lord e Christopher Miller tornano ad approcciarsi ad un film live-action ben 12 anni dopo 22 Jump Street, film comico-poliziesco con Channing Tatum e Jonah Hill dopo che Il duo si impose ad Hollywood come registi e produttori di opere d’animazione; dietro la macchina da presa firmarono film come Piovono Polpette (2009) e The Lego Movie (2014) mentre come produttori sono state le menti dietro opere come Spider-Man – Un nuovo Universo (2019), con cui vinsero l’Oscar, The Lego Movie 2 (2019),I Mitchell contro le macchine (2021) e Spider-Man: Across the Spider-Verse (2023). L’Ultima missione: Project Hail Mary rappresenta quindi solo il terzo lungometraggio live-action della coppia che, coadiuvati da uno sceneggiatore esperto come Drew Goddard, porta su schermo un opera fantascientifica visivamente spettacolare e dai temi narrativi semplici ma ben strutturati e consapevolmente approfonditi. Il film non ha velleità di proporre una storia rivoluzionaria in ambito fantascientifico ma prende in prestito da altre opere del genere come Insterstellar (2014) e Arrival (2016) le basi tematiche del film: una missione apparentemente suicida per salvare le sorti della Terra sull’orlo dell’estinzione e il concetto di comunicabilità con altre specie che popolano il sistema solare.
Il rapporto d’amicizia che si va a creare tra Grace e Rocky rappresenta il fulcro del film. Questa strana coppia, incontratisi per caso nello spazio profondo e accomunati dalla stessa missione, deve imparare a collaborare attraverso stratagemmi volti a compensare le differenze strutturali che li dividono. I momenti del film incentrati sul loro processo di conoscenza che li porterà a stringere un rapporto bigger than life rappresentano le parti migliori di una opera leggera, una commedia fantascientifica che riesce a prendersi i propri momenti per far ragionare il pubblico su temi importanti quali il cambiamento climatico e la coesione tra individui e sembra essere proprio questo il tema fondante del film. Il protagonista Grace è uno scienziato brillante che però viene invischiato in una faccenda a cui non crede di poter essere all’altezza ma la fiducia di chi gli sta attorno, in primis l’agente governativa Eva Stratt (Sandra Huller) sulla Terra, e poi lo stesso Rocky quando si trovano alla deriva spaziale, riescono a trasformare Grace. Non nel super-eroe che salva il mondo senza paura e dubbi ma nell’uomo che riesce a comprendere le proprie qualità e a superare le proprie paure e inadeguatezze, sempre accompagnato da quell’amico fedele che non smette mai di credere in lui.
L’ultima missione: Project Hail Mary è quindi un film leggero, capace di intrattenere per tutta la sua durata (ben più di due ore e mezza!) senza mai annoiare e soprattutto senza mai perdere il focus del racconto. Un ottimo comfort movie.
★★★½
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