Bones and All: La recensione del film di Luca Guadagnino con Timothée Chalamet e Taylor Russell

Dopo il successo di “Call me by your name” e il remake di “Suspiria”, Luca Guadagnino torna dietro la macchina da presa con un film difficile da dimenticare, si perché “Bones and All” è una pellicola tutt’altro che semplice da digerire.

Presentato in concorso alla 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove ha vinto il Leone d’argento per la miglior regia a Luca Guadgnino, “Bones and All” è tratto dall’omonimo romanzo di Camille De Angelis.

Il film racconta la vita di Maren (Taylor Russel), una ragazza con difficoltà ad integrarsi nella società per via della sua natura.
La sua vita sarà stravolta quando incontrerà Lee (Timothée Chalamet), un ragazzo solitario che come lei nasconde un terribile segreto.

La prima cosa che ho pensato durante la visione di “Bones and All” è la difficoltà di girare e trasmettere al pubblico, una narrativa così violenta e allo stesso tempo poetica.

Maren e Lee prendono lo spettatore per mano attraverso un road movie nel quale le musiche di Trent Reznor e Atticus Ross, miscelati agli orizzonti infiniti, fanno da sfondo all’intimità tanto adolescenziale quanto matura dei protagonisti.

Timothée Chalamet e Taylor Russell in una scena del film

I primi piani sui giovani volti si contrappongono perfettamente alla fotografia (leggermente granulosa) che caratterizza la pellicola, un po’ come le note lievi e delicate che fanno da colonna sonora alle scene più cruente, sulle quali, il regista non ha timore di osare.

La chimica della coppia è intensa e credibile fin dai primi minuti del film: Taylor Russell, vincitrice del premio Marcello Mastroianni a Venezia 79 e candidata a numerosi festival è la vera sorpresa di “Bones and All.”
Un’altro personaggio chiave del film è Sully, interpretato dal brillante Mark Rylance, che si può definire l’orco cattivo della pellicola;
Il suo sguardo e la sua mimica terrorizzano i protagonisti e gli spettatori in sala.

Con un finale riflessivo ma che lascia l’amaro in bocca, questo film mette a fuoco una sfumatura dura e difficile dell’animo umano, che nessun regista aveva mai portato alla luce in un modo così vero.

In conclusione, Luca Guadagnino realizza un ritratto dell’orrore romantico, oltraggioso: crudele ma incredibilmente intimo.

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Luca Zeppilli
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Sono il fondatore de I Soliti Cinefili. Un progetto, nato dalla grande passione per il cinema che ad oggi mi ha portato ad ampliare le interazioni in questa community a disposizione di ogni utente. La mia passione per il cinema nasce un po’ per caso: semplicemente guardando un film dopo l’altro con immediata opinione e voto al termine visione. Con il passare del tempo la mia concezione per la settima arte è completamente cambiata, portandomi a puntare all’obiettivo di diventare un critico cinematografico. Obiettivo che ho raggiunto nel 2024 entrando a far parte del Sindacato Nazionale dei Critici Cinematografici Italiani. Nel corso degli anni ho partecipato a numerose anteprime nazionali ed eventi, tra cui il Lucca Film Festival dove ho svolto l’incarico di Giurato Stampa nell’edizione 2022 e nell’edizione 2023. Inoltre, sono ospite tutti i giovedì alle 22:30 al programma radiofonico Suite 102.5 su RTL 102.5 e tutte le domeniche alle 16:30 al programma LaB - Lo Spazio delle idee a cura di Beatrice Silenzi su Radio Linea N°1.

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