
02 Gen 2026 Film al cinema a gennaio 2026
Siamo ritornati col nostro consueto appuntamento dei consigli del mese, questa volta con i film al cinema a gennaio 2026. Dopo la tanto attesa classifica dei 10 migliori film del 2025, il nuovo anno si apre con titoli del calibro di No other Choice, di Park Chan-wook e La grazia di Paolo Sorrentino. A proseguire, Una di famiglia con Sydney Sweeney, e Marty Supreme e tanto altro ancora. Continua a leggere per scoprire quali sono i film al cinema a gennaio 2026.

No other Choice – Non c’è altra scelta (1 gennaio)
Un film di Park Chan-wook, con Lee Byung-hun, Son Ye-jin, Yeom Hye-ran.
Dramma satirico e thriller sociale: dopo essere stato licenziato, un uomo disperato tenta di riprendersi la dignità e la stabilità economica in modi estremi, sfidando la competizione e la crisi identitaria in una spirale di violenza e comicità nera. Ecco la recensione.

Una di famiglia (1 gennaio)
Un film di Paul Feig, con Sydney Sweeney, Amanda Seyfried, Brandon Sklenar, Michele Morrone.
Millie, in cerca di riscatto e libertà condizionata, accetta un lavoro come governante presso una ricca famiglia, ma presto scopre che la perfezione di quella casa nasconde tensioni, inganni e relazioni tossiche che la trascinano in un incubo psicologico.

Sirat (8 gennaio)
Un film di Óliver Laxe, con Sergi López, Bruno Núñez, Jade Oukid, Tonin Janvier.
In un vasto deserto marocchino, un padre e suo figlio attraversano paesaggi di musica, trance e speranza alla ricerca di una figlia scomparsa nelle feste rave notturne, in un viaggio tanto esteriore quanto interiore tra limiti, perdita e resilienza.

La grazia (15 gennaio)
Un film di Paolo Sorrentino, con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque, Massimo Venturiello.
Un ritratto intenso e poetico che esplora il peso della fede, dell’arte e della memoria attraverso le vicende di personaggi segnati da fragilità e aspirazioni spirituali, in un affresco visivo e narrativo tipico del cinema di Sorrentino. Qui la recensione.

Divine Comedy (15 gennaio)
Un film di Ali Asgari, con Bahram Ark, Sadaf Asgari, Hossein Soleimani.
Bahram, regista iraniano censurato nel suo paese, decide di portare clandestinamente il suo film al pubblico, attraversando città, confini e ostacoli burocratici in un atto di ribellione contro il controllo culturale e la censura.

28 anni dopo – Il tempio delle ossa (15 gennaio)
Un film di Nia DaCosta, con Jack O’Connell, Ralph Fiennes, Emma Laird.
L’ultimo capitolo della saga post-apocalittica iniziata con 28 giorni dopo: il dottor Kelson si trova coinvolto in una relazione sconvolgente, con conseguenze capaci di cambiare il destino del mondo, mentre l’incontro di Spike con Jimmy Crystal si trasforma in un incubo senza via di scampo.

Sentimental Value (22 gennaio)
Un film di Joachim Trier, con Renate Reinsve, Elle Fanning, Stellan Skarsgård.
Dopo la morte della madre, la complicata relazione tra Nora, sua sorella e il loro padre regista deflagra quando questi propone un film basato sulla storia familiare. È un viaggio emotivo tra lutto, perdono, ambizione artistica e seconde possibilità.

Marty Supreme (22 gennaio)
Un film di Josh Safdie, con Timothée Chalamet, Gwyneth Paltrow, Odessa A’zion, Abel Ferrara.
Biopic drammatico sportivo che segue la scalata, le cadute e le ossessioni di un giovane prodigio delle arti marziali miste deciso a dominare il mondo delle competizioni combattive.

Send Help (29 gennaio)
Un film di Sam Raimi, con Rachel McAdams, Dylan O’Brien, Dennis Haysbert, Chris Pang.
Dopo un incidente aereo, due colleghi — una donna competente e il suo arrogante capo — si ritrovano soli su un’isola deserta. Costretti a collaborare per sopravvivere, devono fronteggiare non solo la natura, ma anche la tensione tra loro, in un thriller di sopravvivenza e dark comedy.

L’agente segreto (29 gennaio)
Un film di Kleber Mendonça Filho, con Wagner Moura, Udo Kier, Gabriel Leone, Maria Fernanda Cândido.
Ambientato nel Brasile degli anni ’70 sotto dittatura, il film segue un uomo che torna nella sua città natale per cercare tracce del passato e affrontare ombre personali e politiche, in un ritratto intenso di resistenza e memoria storica. Leggi qui la recensione.



