The Voice of Hind Rajab Oscar 2026

The Voice of Hind Rajab: un grido disperato che dice basta

Angoscia e commozione si uniscono al disagio rappresentato in un’opera che narra una delle numerose tragiche storie di morte in questi anni nella Striscia di Gaza. The Voice of Hind Rajab di Kaouther ben Hania è l’appello di un film necessario che urla e strepita una sola parola: basta.

The Voice of Hind Rajab
The Voice of Hind Rajab  recensione

The Voice of Hind Rajab: trama del film di Kaouther ben Hania

29 gennaio 2024. I volontari della Mezzaluna Rossa ricevono una chiamata di emergenza. Una bambina di sei anni è intrappolata in un’auto sotto attacco a Gaza, e implora di essere salvata. Mentre cercano di tenerla al telefono fanno tutto il possibile per farle arrivare un’ambulanza. Il suo nome era Hind Rajab.

The Voice of Hind Rajab, recensione: un film necessario

Il telefono squilla nell’unità operativa della Mezzaluna Rossa, che dalla Cisgiordania coordina le urgenze di Gaza. Come se ciò fosse possibile, mentre l’offensiva criminale del governo israeliano sta annientando esistenze umane e rendendo drammaticamente obsolete le cartografie di quella regione. Ci troviamo nel 2024 e la voce che telefona implorando soccorso è l’elemento narrativo centrale di The Voice of Hind Rajab.

Il film presentato in concorso a Venezia 82 è il resoconto di un episodio autentico che nasce dalla possibilità della regista di accedere alle registrazioni originali delle ore drammatiche durante le quali valorosi volontari hanno tentato ogni strada per salvare la piccola Hind.

Tra le quattro pareti del centro operativo della Mezzaluna Rossa vengono documentati i tentativi di superare ostacoli e impedimenti concreti di sicurezza per raggiungere quel luogo chiaramente identificato sulla mappa, da cui Hind Rajab segnala l’assalto dei carri armati delle forze israeliane.

Il film ricostruisce in modo profondamente drammatico la vicenda, rischiando di risultare stonata e di rendere eticamente discutibili le scelte metodologiche di Kaouther Ben Hania; In particolare, la registrazione di una bambina destinata a spegnersi appare sacrificata sotto il peso insostenibile della brutalità e delle munizioni, mentre l’arrivo dell’ambulanza coraggiosamente giunta dopo innumerevoli ostacoli per tentare di salvarla, diventa il simbolo di una speranza che si infrange.

Compiere un’analisi ragionata, nei limiti del possibile, individuando i punti che scricchiolano anche in un’opera riuscita, passa in secondo piano quando il film acquisisce notevole valore come grido d’allarme e testimonianza di un presente da interpretare e a cui bisogna partecipare attivamente. Il resoconto militante di una vicenda lacerante è il messaggio da ascoltare per capire le migliaia di vittime di un genocidio che coinvolge tante anime innocenti.

Il film riesce in questa veste a utilizzare ogni mezzo per colpire fino in fondo, fino ai footage ufficiali del rinvenimento dei corpi carbonizzati. Nei minuti conclusivi, dove irrompe la realtà, il film porta lo spettatore attraverso le conseguenze del massacro israeliano a Gaza che, insieme al percorso compiuto dal film tramite la voce autentica di Hind Rajab, sollecitano la commozione per una tragedia ormai consapevole e sotto gli occhi di tutti. The Voice of Hind Rajab è un film che deve assolutamente essere visto per elaborare il dolore di un’aggressione bellica priva di qualsiasi legittimazione.

Noi de I Soliti Cinefili abbiamo deciso di non assegnare alcuna valutazione a The Voice of Hind Rajab. È un’opera che non necessita di alcun giudizio critico, perché ciò che mostra sul grande schermo è una realtà viva e dolorosa che merita di essere ascoltata, compresa e soprattutto non ignorata.

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Dario Vitale
dario28vitale11@gmail.com

Passo il tempo libero guardando film belli. Mi piace anche leggere (pensa un po’!). Ogni tanto suono. Ah sì, sono uno studente di lingua giapponese che tenta di prendere la magistrale.