
25 Nov 2025 Dracula: una nuova inedita versione del mito di cui non ne sentivamo il bisogno
Candidato al Pardo d’Oro alla 78a edizione del Locarno Film Festival, arriva al 43TFF una nuova e dissacrante versione di Dracula. Ecco la recensione del film di Radu Jude, Fuori Concorso al Torino Film Festival 2025.
Dracula, la trama del nuovo film di Radu Jude
Naturalmente basato sul leggendario romanzo gotico di Bram Stoker, il Dracula di Radu Jude non deve essere confuso con quello di Luc Besson dello stesso anno di uscita. Il nuovo film dell’autore rumeno, vincitore dell’Orso d’Oro con Sesso sfortunato o follie porno del 2021, è infatti una commedia satirica interamente ambientata nella Transilvania moderna ed ecco la sua sinossi ufficiale:
Un film su Dracula girato in Transilvania. Cosa contiene? Una caccia al vampiro. Zombie e Dracula che reprime uno sciopero. Una storia di fantascienza sul ritorno di Vlad l’impalatore. Un adattamento del primo romanzo rumeno sui vampiri. Una storia d’amore.
Un film in stile found-footage con estratti da un classico del cinema sui vampiri. Una volgare fiaba popolare. Storie kitsch generate dall’intelligenza artificiale. Tutto questo e molte altre meraviglie sono offerte da questo film dedicato a uno dei principali miti cinematografici.

Dracula, la recensione: cercare Dracula sui Reel Instagram e Tik Tok
Questo non è un film su Dracula.
Ad inizio recensione, tuttavia, è doveroso aprire una parentesi su un titolo di questo tipo. Quello di Radu Jude è il classico esempio del cinema senza compromessi, polarizzante e provocatorio. Un autore che, dietro la macchina da presa, continua a sperimentare e spingersi oltre, anche e soprattutto per far uscire lo spettatore dalla sua comfort-zone.
È subito nei suoi primi 15/20 minuti che Dracula presenta quello che sarebbe stato un viaggio folle: immagini interamente realizzate con IA, rottura della quarta parete, metacinema, piani-sequenza, mockumentary e chi più ne ha più ne metta. Folle…e al tempo stesso geniale nel suo concept. Il mito di Dracula è infatti il più celebre probabilmente da sempre e Jude, per onorare l’emblema della sua nazione, riesce nell’impresa di mostrare una nuova versione del Principe delle tenebre.
A ciò si aggiunge la citazione in alto, con la figura del Conte Vlad che rappresenta, di fatto, un McGuffin per parlare della Romania contemporanea, la sua popolazione, la sua tradizione, il suo folklore. Dracula diventa così un prototipo per portare sullo schermo diverse versioni del personaggio, con il regista che, attraverso i vari “sketch”, arriva sostanzialmente anche ad impersonificare la realtà social che viviamo ogni giorno.
Quello di scrollare Reels Instagram o Tik Tok è ormai un rito quotidiano, di uso comune, per una ricerca di “scenette” (senza necessariamente un senso compiuto) che possano alleviare la noia, specialmente se si mette in mostra volgarità e nudità. Da sprezzante satira, Dracula riesce infatti a portare sullo schermo il concetto stesso di questo “scorrimento”, additando una mancanza di originalità ed una totale perdita d’attenzione.
Sembrerebbe tutto estremamente affascinante, almeno nelle sue intenzione, con la magia dell’incanto che svanisce proprio quando si individua il meccanismo. <<Non è un film su Dracula>> svela allo spettatore il protagonista(?) del film, aggiungendo che potrebbe essere invece considerato un film su Frankenstein, componendo una Creatura utilizzando parti diverse. Ben 12 (+ la “macrotrama”), le lancette di un orologio che non scorrono mai, rendendo i suoi 170′ un sequestro di persona.
Il grottesco sfugge decisamente di mano al regista, che incasella una serie di storielle una meno interessante dell’altra, perdendo sempre di più ilarità a favore dell’imbarazzo attraverso soluzioni visive e recitative alquanto posticce ed apparentemente improvvisate. Zoomate che sembrano essere sfuggite dalla sala montaggio, transizioni da Power Point, attori spaesati e poi sì, quelle immagini con IA sono un problema di cui toccherebbe parlare (ma qui si entrerebbe in un campo da gioco decisamente più complesso).
A tutto ciò si potrebbe rispondere come la ricerca di quella stessa “provocazione” di cui sopra, ma difficilmente si riesce a seguire tale concezione. Il film (o presunto tale) gioca ripetutamente ed inutilmente su sé stesso, terminando tutto il suo potenziale già nella prima mezz’ora, per poi lasciare altre 2 ore di nulla, solo pesante minutaggio sul groppone.
Commedia e surrealismo grottesco vanno sempre a braccetto, un’ottima squadra, ma occorre non perdere la bussola, cosa che è fatalmente accaduta all’ambizioso Radu Jude. Non è un film su Dracula dunque, ma non è nemmeno un film.
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