Recensione del film Un viaggio straordinario

Un viaggio straordinario: aprire le porte nascoste dell’anima

Ad inizio ottobre 2025 approda, nei cinema italiani, A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario. Si tratta del nuovo film diretto da Kogonada e che vede protagonista una coppia d’eccezione, con Margot Robbie e Colin Farrell ed ecco la sua recensione.

Un viaggio straordinario, la trama del film con Margot Robbie e Colin Farrell

Su sceneggiatura di Seth Reiss, A Big Bold Beautiful Journey – Un viaggio straordinario è il terzo film diretto dal regista di origini sudcoreane Kogonada, dopo i precedenti Columbus ed After Yang. Si tratta di un’avventura fantastica che proietta i suoi due protagonisti, corsie della stessa strada, verso la riscoperta di sé stessi prima di aprire alla possibilità di relazionarsi con gli altri.

I protagonisti del film sono infatti David e Sarah, i quali si sono conosciuti in seguito al matrimonio di una loro coppia di amici e costretti dalle circostanze, ad intraprendere insieme il viaggio di ritorno. Nonostante la diffidenza e l’apparente lontananza tra i due, sarà l’occasione per conoscersi e scandagliare segreti e profondi ricordi del proprio animo.

Un viaggio straordinario film Margot Robbie recensione

Un viaggio straordinario, recensione: aprire le porte dell’anima

Ti andrebbe di fare un viaggio straordinario?

Aprire le porte dell’anima. Il cinema lo chiede da sempre, molte volte anche attraverso giochi surreali e fantastici nell’andare, fisicamente e concretamente, a girare metaforici pomelli per uno sguardo verso l’Io interiore. L’iconografia, dello splendido Suzume di Makoto Shinkai, ha poi lasciato l’immagine di questi varchi sospesi nel nulla e nel tutto, rilanciate e supportate in questo film di Kogonada che si abbandona a paesaggi tanto realistici quanto favolistici.

Un viaggio dunque più fantastico che straordinario, all’interno infatti dell’ordinario nostro animo popolato da amori, paure, tormenti e desideri. I personaggi protagonisti di A Big Bold Beautiful Journey sono come le “bambole” per il maestro Takeshi Kitano, legate assieme da quel filo/porta rosso di un destino che vuole quasi a tutti i costi vederli cogliere l’opportunità di una relazione già scritta, una voce dall’alto (e freddamente algoritmica) che li fa virare verso la stessa direzione.

David e Sarah, tuttavia, restano comunque due anime disperse e spaesate, che hanno tenuto tutto dietro la porta di quell’armadio che ora devono finalmente aprire. Senza le geniali derive cervellotiche e drammaticamente emozionanti di Eternal Sunshine of the Spotless Mind, il film inizia a vagare nel subconscio, nella memoria dei momenti più importanti delle loro vite che vengono rivissuti assieme. Condividere per (ri)conoscersi.

Un viaggio straordinario diventa così un road-movie emotivo e romantico, passando da una camera all’altra del proprio cuore, per poi arrivare ad una destinazione che non offre sorprese.

Un’appariscente pubblicità per Burger King

Tu sei capace di essere felice, devi soltanto sceglierlo.

Si cita la catena di fast food per un semplice product placement non solo decisamente visibile e gratuito, ma anche alquanto chiarificatore. Fin dall’acquisto della sceneggiatura da parte di Sony, si parlava di un progetto particolarmente appetibile per il mercato, impiegando una somma di almeno 50milnion$ per la sua realizzazione.

L’artificio commerciale, all’interno di Un viaggio straordinario, diventa infatti palpabile nell’andare a costruire un “San Valentino’s strater pack” a regola d’arte. Il film di Kogonada viene distribuito nelle sale italiane nello stesso periodo del sorprendente Together di Michael Shanks, entrambi titoli romantici prodotti dalla 30West ma che ovviamente sfruttano approcci completamente differenti.

Si fa riferimento non solo al naturale campo da gioco differente, dal body-horror all’avventura romantica e fantasy, quanto soprattutto sulla convinzione stessa nella realizzazione del film. Alla sua opera prima, il regista australiano si poggia sì sui classici per poi far emergere un racconto potente dal punto di vista narrativo e tecnico-visivo, risultando particolarmente originale e fresco per i tempi che corrono.

Il film di Kogonada, al contrario, porta sullo schermo non solo una riproposizione qua e là di molti altri titoli (dai musical classici ai sentimentali moderni ed innovativi), ma l’artificio appena citato diventa urlato ad ogni inquadratura. La costruzione foto-scenografica porta su schermo cartoline paesaggistiche perfette, dove la meraviglia naturalistica divora un qualsiasi apporto stilistico in una direzione d’immagine con troppa poca forza inventiva.

A ciò si aggiunge una colonna sonora strappa lacrima, che supporta due protagonisti che non hanno assolutamente bisogno di supporto. Si hanno poche idee narrative in sede di sceneggiatura, se non attraverso il classico “compitino” che offre continue frasi Perugina prestampate, e allora si fa totale affidamento sulla caratura emotiva della coppia.

Colin Farrell e Margot Robbie imprimono su schermo tutta la loro classe, anche in crescita con il passare dei minuti, nonostante la chimica tra i due non venga fuori come dovrebbe. Dalla scrittura, infatti, non vengono fuori troppi elementi del perché uno debba essere innamorato dell’altra e viceversa, se non attraverso il mettere a nudo i propri tormenti interiori. Un film di coppia che pian piano diventa un viaggio solitario in 2, per poi convergere a fatica verso la stessa direzione che, come da copione, giunge inesorabile.

Una conclusione già prestabilita, per la quale il film non riesce ad impegnarsi nel cambiare le carte in tavola e facendo risultare gli appesantiti dialoghi fin troppo ripetitivi. Un viaggio straordinario ha dunque veramente poco di straordinario e molto di precostruito, con un artificio commerciale che diventa particolarmente palpabile e che punta tutto sulla bravura della coppia protagonista.

★ ★ ½

Recensione del film Un viaggio straordinario con Colin Farrell
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Vittorio Pigini
v.pigini3@studenti.unimc.it

Laureato in Giurisprudenza, diplomato in Amministrazione Finanza e Marketing, ma decisamente un Hobbit mancato. Orgogliosamente nerd e da sempre appassionato al mondo cinematografico, con il catartico piacere per la scrittura. Studioso della Settima Arte da autodidatta, con dedizione e soprattutto passione che mi hanno portato a scrivere di cinema e ad avvicinarmi alla regia.